BUCO DEL NIDO
Con i suoi 4 km di sviluppo e un dislivello di -132 metri e la
principale grotta dell'area. Partendo dall'ingresso più alto si
percorre una galleria discendente, abbastanza larga che porta, dopo
140 metri, a una serie di strettoie; la galleria poi prosegue,
abbastanza comoda, qua e là interrotta da modesti restringimenti.
Raggiunta l’affluenza del Falso Secco, si supera una spettacolare
cascatella, quindi un grosso marmittone, raggiungendo subito dopo la
Sala dei Plastici; si prosegue quindi in un meandro semiattivo
(attenzione alle piene!), raggiungendo dopo circa 700 metri il
Sifone a Valle, una cinquantina di metri dopo l’arrivo del
Rumble-Rumble.
In periodi di secca eccezionale, 1-2 settimane l’anno quando va
bene, è possibile superare il sifone e proseguire lungo la galleria
ora perennemente attiva, grazie ad un terzo arrivo, proseguendo per
oltre trecento metri in direzione dell’Alpe Toiana. Poco prima del
sifone, una breve ma angusta condotta a livello del soffitto
permette di accedere alla galleria principale del sistema. Si giunge
così a un vasto ambiente: procedendo a sinistra, verso valle, si
percorre il Ramo dei Reggiani, 300 metri di larga, ma non sempre
alta galleria, che permette di raggiungere l’ingresso inferiore
della grotta, una strettoia verticale, protetta da una diga di massi
cementati. Nella tratto iniziale, una labirintica serie di condotti
prima, quindi un marcato meandro, il By-Pass, rimettono la galleria
in comunicazione con il ramo a valle del sifone. Nel tratto mediano,
ha origine un bel meandro gravitazionale in marmi zonati neri (Mamma
non Vuole), di oltre 400 metri di sviluppo, che risale verso
Nord-Ovest in direzione del Monte Tignoso: oltrepassato prima un
lago, quindi un sifone, l’esplorazione è attualmente ferma in
gallerie semiallagate. Proseguendo invece a destra, verso monte, si
percorre un’ampia galleria (Meglio Tardi che Mai), dal pavimento
ingombro di massi di crollo.
Superata prima una rumorosa cascata, innalzatisi quindi in un alto
meandro verticale (attenzione!), dopo più di un chilometro si
raggiunge un ampio salone concrezionato (Sala del Cioccolataio), da
cui dipartono due rami: la prosecuzione del ramo principale e la
Vullovvia, galleria il cui diametro supera i 15 metri. Dopo alcune
centinaia di metri le gallerie muoiono ormai in prossimità della
superficie esterna. |